Reddito di Inclusione

Il reddito di inclusione 2018, è il nuovo sostegno economico universale contro la povertà a cui potranno presto accedere le famiglie senza reddito, o con basso reddito che al momento della domanda risultano essere proprietarie di piccole proprietà immobiliari.

Tra le tante novità reddito di inclusione 2018, la più importante forse è l’introduzione di una nuova soglia di limite di reddito ISEE che servirà alle famiglie per accedere al beneficio, che è stata fissata ora a 6.000 euro, rispetto ai 3.000 euro del SIA, e della possibilità di presentare la domanda anche se si ha una piccola casa di abitazione.

Altra novità è che si potrà continuare a percepire per qualche altro mese il sussidio universale contro la povertà, anche se si è trovato lavoro, cosicché da evitare che il Rei diventi un disincentivo per chi è alla ricerca di un posto di lavoro.

L’importo del reddito di inclusione 2018, che andrà alle famiglie beneficiarie dovrà quindi coprire il 75% della differenza tra reddito disponibile e soglia Isee e ISR di accesso, e comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale per chi ha più di 65 anni, che per il 2017 è pari a 485 euro.

Dal suddetto importo, andranno poi sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 

Alle famiglie quindi con un più basso valore ISR, spetterà un importo maggiore del sostegno. 

Una volta calcolata la misura del bonus, questa sarà poi commisurata al numero dei componenti del  nucleo familiare, al fatto che siano presenti minori o disabili.

Due i requisiti fondamentali quindi per il calcolo del reddito di inclusione:

  • soglia Isee reddito di inclusione: 6.000 euro;
  • soglia ISR reddito d’inclusione: 3.000 euro.

Ciò significa che per accedere al Reddito di inserimento, la famiglia richiedente, avrà una doppia soglia di accesso, che consentirà di accedere al beneficio anche ad alcuni proprietari di prima casa che vivono in condizioni di povertà.

Nel caso in cui poi, dovesse cambiare la situazione lavorativa o reddituale della famiglia, per calcolare il reddito, verranno utilizzati un Isee corrente e un Isr più semplice.

 

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