Reddito Cittadinanza, Addio!

Come noto ormai a tutti il 2023 è stato l’anno dell’addio al Reddito di cittadinanza, dal 1° agosto 2023 alcuni nuclei familiari hanno smesso di percepire il contributo economico RDC.  

Ovviamente non ci sarà il nulla, ma il Reddito di Cittadinanza sarà sostituito abbracciando due tipologie di famiglie considerate bisognose di sostegno economico così identificate:

  1. famiglie con componenti  disabili o minori o over 60,  con ISEE fino a 9360 euro annui 
  2. famiglie composte solo da soggetti “occupabili” che possono lavorare  (tra i 18 e i 59 anni ) con  ISEE fino a 6000 euro annui.

 Un decreto legge detto Decreto Lavoro ha precisato a quale tipo di misura queste due categorie  avranno diritto :

  • Per le prime nulla cambia fino a fine anno , il RDC cessa il 31 dicembre  e dal 1 gennaio 2024 potranno fare richiesta di Assegno di inclusione  ADI  (art 1 dl 48 2023) di durata 18 mesi,  rinnovabili; 
  • per le seconde  il 31 luglio  2023 il RDC è cessato e,  se non già prese in carico  dai servizi sociali in percorsi di formazione o orientamento, riceveranno  il Supporto formazione e lavoro (art 12 DL 48 2023) con durata massima 12 mesi . 

La proceduta per i disoccupati che non sono stati presi in carico dai servizi sociali dei Comuni prevede un servizio di Supporto per la formazione e il lavoro nell’ottica di favorire l’attivazione nel mondo del lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa che non hanno i requisiti per accedere all’Assegno di inclusione, in particolare per i soggetti che non sono in possesso di istruzione scolastica o formazione professionale, e per questo risultano difficilmente occupabili. Il servizio, prevede la partecipazione da settembre a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro. Tra i progetti che possono essere proposti rientra il servizio civile universale, e i progetti utili alla collettività predisposti dai Comuni.

Il Supporto per la formazione e il lavoro sarà utilizzabile:

  •  dai componenti dei nuclei familiari, di età compresa tra 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta, con un valore dell’ISEE familiare non superiore a euro 6.000 annui
  • dai componenti dei nuclei che percepiscono l’Assegno di Inclusione   ma NON calcolati nella scala di equivalenza e  NON sottoposti agli obblighi di avvio al lavoro ( disabili , caregivers,  soggetti con malattie oncologiche, su base volontaria).

Il richiedente viene  convocato presso il Centro per l’impiego  per la stipula del patto di servizio personalizzato che prevede di

  •  rivolgersi almeno tre agenzie per il lavoro o enti autorizzati all’attività di intermediazione
  •  l’adesione ai servizi al lavoro e ai percorsi formativi previsti dal Programma nazionale per la Garanzia occupabilità dei lavoratori (GOL).
  • iscriversi alla nuova piattaforma SIISL  dove potrà ricevere offerte di lavoro, servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro, ovvero essere inserito in specifici progetti di formazione erogati da soggetti, pubblici o privati, accreditati alla formazione dai sistemi regionali, da fondi paritetici interprofessionali e da enti bilaterali. 
  • Coloro che non hanno adempiuto all’obbligo scolastico minimo devono frequentare gli appositi corsi di formazione per adulti.

Per chi partecipa ai programmi formativi o  a progetti utili alla collettività, è previsto il beneficio economico di 350 euro per un massimo di dodici mensilità.

Ogni 90 giorni l’interessato deve  confermare, ai servizi competenti, anche in via telematica, della partecipazione alle attività formative o lavorative. In mancanza di conferma il  contributo viene  sospeso.

Per tutti i  percettori del Reddito di cittadinanza e della Pensione di cittadinanza che rientrano nella prima categoria di nuclei con soggetti  disabili, anziani o minori ,  continueranno a ricevere le somme spettanti  non oltre il 31 dicembre 2023 mentre dal 1 gennaio 2024 rientreranno nel campo di applicazione dell’Assegno di inclusione .

La grande differenza è che la fruizione è comunque condizionata al fatto che  i componenti del nucleo tra i 18 e i 59 anni siano inseriti nei percorsi di formazione  e lavoro o di  completamento dell’istruzione obbligatoria

L’inosservanza delle  norme comporta  l’applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa sul Reddito di cittadinanza.

Il decreto Lavoro  48 2023 prevede da quella data  l’inasprimento delle sanzioni  e in particolare:

  • in caso di dichiarazioni false  nella richiesta   di Assegno di Inclusione:   reclusione da 2 a 6 anni. 
  • In caso di mancata comunicazione di eventuali variazioni del reddito o del patrimonio:   reclusione da 1 a 3 anni.

 

E’ disponibile una video guida ufficiale INPS  che illustra tutti i passaggi .

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