Nuovo Isee: ecco cosa cambia!!

A seguito del beneplacito da parte del Garante della Privacy, che ha invitato ad informare i cittadini in modo chiaro sul trattamento dei dati forniti, finalmente arriverà il nuovo ISEE.

Sarà pubblicato il 17 novembre in Gazzetta Ufficiale il nuovo Modello DSU (Dichiarazione Sostititutiva Unica) rendendo così pienamente operativa la riforma di questo «indicatore della capacità economica equivalente», ISEE, che a partire dal primo gennaio porterà tante novità.

Uno dei cambiamenti principali riguarda la possibilità di presentare una dichiarazione semplificata – il «modello MINI» – che riguarderà gran parte delle situazioni ordinarie, mentre per tutti gli altri casi ci sarà una dichiarazione fatta a «moduli», ciascuno specifico per una particolare prestazione o condizione del beneficiario (es, richiesta di prestazioni socio-sanitarie con un nucleo ristretto per facilitare la persona con disabilità oppure prestazioni universitarie quando lo s2013-ise-Poster Famiglia_ISEE-page-002tudente non è nel nucleo familiare di origine, ecc.).

Non è più prevista la richiesta di alcune informazioni, come il reddito complessivo, già presenti negli archivi dell’Inps o dell’Agenzia delle entrate, visto che saranno direttamente recuperate dagli Enti interessati.

Altra novità è che sarà possibile aggiornare la propria situazione economica quando si perde il lavoro (più in generale quando il reddito diminuisce di almeno il 25%) senza aspettare che il peggioramento delle condizioni venga prima registrato dalle dichiarazioni fiscali; si potrà in questi casi presentare una dichiarazione particolare per ottenere l’ISEE corrente.

L’obiettivo della riforma è quello di ridurre lo spazio dell’autocertificazione per avere un indicatore più preciso della situazione economica delle famiglie e garantire maggior equità nelle prestazioni. Considerata infatti la fase difficile che le famiglie stanno attraversando, è indispensabile che l’accesso a tariffe agevolate alle prestazioni sociali vada riconosciuto a chi ne ha maggiormente bisogno, rafforzando sempre più la lotta contro gli abusi.

Di conseguenza, il nuovo ISEE include nella voce “reddito” anche somme fiscalmente esenti (ad esempio contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività) , aumenta la valorizzazione della componente patrimoniale, tiene conto dei nuclei familiari con carichi particolarmente gravosi, come famiglie con tre o più figli o con persone disabili, effettua una differenziazione dell’indicatore in base al tipo di prestazione richiesta.
Anche le diverse tipologie di reddito saranno trattate in modo differente: per i redditi da lavoro dipendente si stabilisce la sottrazione di una quota pari al 20%, fino ad un massimo di 3.000 euro, per tenere conto dei costi di produzione del reddito; per le pensioni e trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari si sottrae una quota, fino ad un massimo di 1.000 euro, per tenere conto in modo forfettario delle maggiori spese connesse alla vecchiaia e ad altre condizioni di fragilità dei beneficiari di trattamenti fiscalmente esenti; per chi vive in affitto sarà aumentato il totale deducibile e sarà riconosciuto un ulteriore deduzione di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo;  le disabilità saranno riclassificate in tre distinte classi: disabilità media, grave, e non autosufficienza.
Queste le principali novità, non ci resta che aspettare il 01 gennaio per valutare l’effettiva maggiore equità tanto sperata.

 

 

 

Commenti

Lascia un commento